«AGNUS DEI QUI TOLLIS PECCATA MUNDI»

Chi può mai comprendere fino in fondo questo santo e terribile mistero, di quale amore siamo stati amati dal Padre che continua a mandarci a noi Gesù sull’altare, la sua stessa cara Vita?

L’Agnello di Dio si è immolato a Sangue.

Tremano addirittura le stelle più lontane a queste parole della Scrittura, e si spengono improvvisamente per riaccendersi di più grande luce e bagliore, come un fuoco, un sole ardente. Per fondersi infine con esso stesso, col sole di Dio, nostro Eterno Fattore.

Terrorizzate, a tanta luce fuggono persino le tenebre per non essere abbagliate, per non farsi più vedere.

Ecco la grandezza. Nei Vangeli si narra dell’Agnello del Padre quando, in quell’evento unico della storia dell’umanità e sconvolgente, Cristo si è trasfigurato sul monte Tabor.

Le sue regali vesti divennero splendenti, e bianchissime, fioccavano scintille di luce purissima. Nessuno sulla terra potrebbe mai renderle così bianche:

«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!» (cfr. Mc 9,2-10).

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».

All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.

Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti». (Mt 17,1-9)

Beata, mille e mille volte beata quell’anima che l’ha intravista quella “luce” nella sua “notte” e l’ha invocata in suo soccorso, questo Santissimo nome di Gesù. Con vera fede.

Di giorno o di “notte”. All’alba o al tramonto.

ADVENIAT REGNUM TUUM
Luciano Mirigliano

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