23 Settembre 1968

La vittoria di Padre Pio e la sua beata nascita al Cielo.

Sono tutto di ognuno. Ognuno può dire: «Padre Pio è mio». Io amo tanto i miei fratelli di esilio. Amo i miei figli spirituali al pari dell’anima mia e più ancora. Li ho rigenerati a Gesù nel dolore e nell’amore. Posso dimenticare me stesso, ma non i miei figli spirituali, anzi assicuro che quando il Signore mi chiamerà, io gli dirò: «Signore, io resto alla porta del Paradiso; vi entro quando ho visto entrare l’ultimo dei miei figli».

Pio XII – Discorso del 12 settembre 1948 alla Gioventù di Azione cattolica

«Voi conoscete, diletti figli, i misteriosi cavalieri di cui parla l’Apocalisse. Il secondo, il terzo e il quarto sono la guerra, la fame e la morte. Chi è il primo cavaliere sul bianco destriero? “Su questo sedeva uno che aveva un arco, e fu data a lui una corona ed egli uscì da vincitore” (6, 2). È Gesù Cristo. Il veggente Evangelista non mirò soltanto le rovine cagionate dal peccato, guerra, fame e morte; egli vide anche in primo luogo la vittoria di Cristo. Ed invero il cammino della Chiesa attraverso i secoli è bensì una via crucis, ma è anche in ogni tempo una marcia di trionfo. La Chiesa di Cristo, gli uomini della fede e dell’amore cristiano, sono sempre quelli che alla umanità senza speranza portano la luce, la redenzione e la pace. “Iesus Christus heri et hodie, ipse et in saecula” (Hebr. 13, 8). Cristo è la vostra guida, di vittoria in vittoria. Seguitelo».