BATTAGLIA ESCATOLOGICA,  CASTIGHI,  CHIESA CATTOLICA,  IN RILIEVO

«IL 25 APRILE? SI CELEBRA LA FESTA DI UN COLOSSALE INGANNO: DELL’OCCUPAZIONE ANTI-CATTOLICA DELLE ÉLITE LIBERALI»

25 Aprile 1945.

Ottantun’anni!

Un inganno lungo e di enormi proporzioni, colossale.

Ma nonostante tutto alcuni degli “italiani” continuano a credere a questa infausta narrativa, alle “belle” parole della mummia del Quirinale: Sergio Mattarella.

Giacché la vera liberazione, invece, è quella a cui stiamo assistendo ora, ossia la fine del patto Euro-Atlantico, quello sciagurato che ha partorito la Repubblica di Cassibile (vedasi la stretta del tradimento: Qui), la più infausta schiavitù ideologica e monetaria che ha prodotto l’asservimento politico alle avanguardie liberali del sionismo atlantico, un fatto storico più che mai indignante da cui finalmente ci stiamo affrancando.

Una svolta epocale.

Ma ecco lo scandalo, l’infamia. Chi siede in Parlamento è una mera marionetta siciliana, un pupo eterodiretto da poteri libertari e sovranazionali che mirano ad una governance globale e che nulla hanno a che spartire con gli interessi del proprio popolo, italiano.

Il Presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko sostiene che “i leader occidentali come il francese Emmanuel Macron e il tedesco Friedrich Merz” (e l’italiana Giorgia Meloni n.d.r.) “non si curano del loro popolo”, giacché sono in debito con i “ricchi donatori”. Effetto Sanchez!

Il 25 Aprile è a tutti gli effetti la festa delle élite liberali e moderniste, quelle che hanno cospirato contro il nostro luminoso Paese, le quali celebrano ogni anno la fine della sovranità dell’Italia legata indissolubilmente al gran Papato di Roma, la sua indipendenza e potenza economica mondiale, una delle nazioni più invidiate al mondo giacché tra le prime per ingegno e bellezza, sede del Vicario di Cristo.

Un’Italia caduta miseramente nell’area dell’anglosfera, grazie a traditori di “spessore” che noi consideravamo come nostri benefattori. Un danno antropologico e di prestigio culturale incalcolabile, tale da non potersi più attendere oltre:

“Se si volesse aprire una discussione giuridica sulla origine di tale repubblica a sovranità limitata, allora sarebbe impossibile non ripartire da lì, da quel 25 luglio del 1943 quando il re Vittorio Emanuele III ordinò l’arresto del presidente del Consiglio, Benito Mussolini, in quello che fu il primo colpo di Stato di una lunga serie.

Sotto il punto di vista della concatenazione storica degli eventi, il Britannia può definirsi a pieno titolo come il figlio di Cassibile.

Britannia vuol dire tradimento non solo contro il simulacro giuridico nato nel 1946 dopo la frode elettorale del referendum del 2 giugno, il giorno della festa della Repubblica, ma tradimento contro gli italiani tutti, perché, quel giorno, su quella nave, salivano dei rappresentanti della classe politica ed industriale italiana che di fatto consegnavano i gioielli di famiglia della industria pubblica del Paese alle banche angloamericane, che altro non sono che espressione del potere della finanza ebraica.

Il 2 giugno a bordo del panfilo della regina Elisabetta, c’erano praticamente tutti.

C’era in particolare il gran cerimoniere della svendita, Mario Draghi, che ebbe il compito principale di svalutare le varie partecipazioni statali italiane per la gioia di banche come JP Morgan e Goldman Sachs, che, casualmente, assumerà poi proprio il dirigente del ministero del Tesoro italiano, in quello che è stato un vero e proprio trampolino di lancio della sua carriera, come per quella di molti altri che quella notte si trovavano a bordo di quella nave.

Draghi disse in tale occasione che si “stava per passare dalle parole ai fatti”, e i fatti erano il saccheggio dell’Italia a favore della finanza angloamericana che aveva ben congegnato un simile attacco già molto tempo prima perché la fine della Prima Repubblica e dello Stato imprenditore, gioiello di crescita economica e industriale ancora oggi impareggiabile, non sono state decise in un giorno.”(Art. completo)

Oramai si respira un clima di fiera ostilità nei confronti di questa insopportabile mistificazione del 25 Aprile.

Se avessimo avuto la nostra sovranità uno sporco individuo come il Gallo di Kiev non sarebbe mai entrato in questo nostro Paese a rastrellare i fondi degli italiani, invitato dagli stessi “governanti” locali compiacenti e guerrafondai.

Sebbene costoro continuino a celebrare un mondo che muore ogni giorno di più innanzi ai loro occhi (finalmente!), è chiaro a “tutti” oramai che non si può più continuare con questa farsa infernale..

Ecco il punto.

È questa la buona notizia oggi, quella vera. Il mondo Euro-Atlantico che ha dato “vita” all’infausto 25 aprile volge ineluttabilmente al termine, sta morendo.

Ecco perché noi dobbiamo festeggiare: la vera liberazione.


Lamenti di Gesù. Minacce di castighi per l’Italia.

Continuando il mio solito stato, tra privazioni, pene ed amarezze, specie per tanti mali che si sentono e dell’entrata degli straniere in Italia, pregavo il buon Gesù che arrestasse i nemici e Gli dicevo: “Era questa forse la fiumana che Tu dicevi nei giorni scorsi?” Ed il buon Gesù, venendo, mi ha detto: “Figlia mia, era proprio questa la fiumana che ti dicevo; e la fiumana continuerà a correre, a correre: gli stranieri continueranno ad invadere l’Italia. Troppo se l’hanno meritato.

Io avevo scelto l’Italia per una seconda Gerusalemme; essa per contraccambio ha disconosciuto le mie leggi, Mi ha rinnegato i diritti che Mi si dovevano. Ah! Posso dire che non più da uomo [l’Italia] si riportava, ma da bestia; e sotto il pesante flagello della guerra neppure sono stato riconosciuto, e voleva
andare avanti da mio nemico. Giustamente si è meritata la sconfitta, e la continuerò ad umiliare fino alla polvere!”

Ed io, interrompendolo: “Gesù, che dici? Povera patria mia, come sarai lacerata! Gesù, pietà, arresta la corrente dello straniero”. E Gesù: “Figlia mia, con mio dolore devo permettere che lo straniero avanzi. Tu, perché non vuoi bene alle anime come Me, ne vorresti la vittoria, ma se l’Italia vincerà, sarà una rovina per le anime, la loro superbia giungerebbe a tanto da rovinare quel poco d’avanzo di bene che c’è nella nazione; si sarebbero additati ai popoli come nazione che sa fare senza Dio. Ah, figlia mia! I flagelli continueranno, i paesi saranno devastati, li spoglierò di tutto, il povero e il ricco saranno una sola cosa.

Non hanno voluto conoscere le mie leggi, della terra si avevano fatto un dio per ciascuno, ed Io, col spogliarli, farò riconoscere che cosa è la terra; col fuoco purificherò la terra, ché è tanta la puzza che esala, che non posso tollerarla; molti resteranno sepolti nel fuoco e così rinsavirò la terra. È necessario, lo richiede la salvezza delle anime. Te l’avevo detto tanto tempo prima di questi flagelli; il tempo è giunto, ma non del tutto ancora, altri mali verranno; rinsavirò la terra, rinsavirò la terra!”

Ed io: “Mio Gesù, placati, basta per ora”.
E Lui: “Ah, no! Tu prega, ed Io renderò meno crudele il nemico”.

[Luisa Piccarreta, Libro di Cielo, XII Vol. 2 Novembre 1917]

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