«ADDIO A BERGOGLIO. AL “PONTIFICATO” PIÙ SCANDALOSO DELLA STORIA»
Laudetur Jesus Christus.
In morte di un apostata, José Maria Bergoglio, divenuto subito dopo la sua elezione, Jorge Mario, in spregio ai genitori di Gesù ed alla Sacra Famiglia, il “papa” degli “ultimi” e dei falsi cattolici. Dei: dis-graziati.
Viviamo in un tempo escatologico e questa morte può segnare la fine di un’epoca, certamente di un pontificato “sporco” e sovversivo, ingannevole, il più scandaloso della storia, ossia il peggiore. Forse ci troviamo di fronte alla fine della falsa chiesa profetizzata da padre Pio? Bergoglio è morto con un vistoso ematoma sul lato sinistro del volto che lascia intravvedere molte “cose”, una emiplegia da caduta, sempre che sia stato il vero Bergoglio a “capitolare” (?).
Il 21 aprile scorso, Lunedì dell’Angelo, l’annuncio ufficiale della sua morte, del “papa” della falsa chiesa modernista, Francesco, ovvero il “pontefice” dei “cattolici” transigenti.
Il nome Angelo deriva dal termine latino Angelus che a sua volta deriva dal greco ἄγγελος, “ánghelos” che significa: “messaggero” della divina volontà. Questo termine greco inizialmente era usato per indicare i messi divini o umani incaricati di portare un messaggio.
Ma quale messaggio porterà alla Chiesa di Roma e al mondo intero la morte di un falso profeta, ossia Bergoglio, il “papa” giunto dalla fine del mondo, interpretata da molti come di buon auspicio, ovvero come la fine di un flagello durato fin troppo per uno pseudo pontificato che si è macchiato delle peggiori eresie e nefandezze ispirate dallo spirito luciferino del mondo?
N.S. Gesù Cristo quando si mise a parlare alle folle di Giovanni il Battista di lui disse: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Che cosa dunque siete andati a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti stanno nei palazzi dei re! E allora, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, anche più di un profeta. Egli è colui, del quale sta scritto:
Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero
che preparerà la tua via davanti a te.
In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. (Mt 11,7-11)

Allora, che cosa siete andati a vedere nel deserto, a Roma? Sì. Un profeta falso. Un apostata. La fine di un pontificato sovversivo e vergognoso.
Se Gesù fosse ancora presente tra noi come lo era ai tempi del Battista in Gerusalemme, cosa direbbe mai di Bergoglio, quest’uomo che ha tenuto in ostaggio la sua Chiesa per più di dodici anni grazie alla mafia di San Gallo?!
Con il termine “hybris“, gli antichi greci definivano l’orgogliosa tracotanza uno dei vizi più sporchi del cuore umano, ossia l’arroganza, poiché porta l’uomo a presumere della propria potenza e fortuna, a ribellarsi contro l’ordine costituito, sia divino che umano, immancabilmente seguita dalla vendetta o punizione divina ( tísis ). Essa manifesta un’ostentata presunzione di “sé”. Termine contrapposto al concetto cristiano di humilĭtas, vale a dire: umiltà.
La boria arrogante dunque, come parto della superbia, è forse la madre di tutti i sette vizi capitali, la quale porta alcuni individui prima di morire a imitare quello stesso orrendo peccato che commise Lucifero quando si separò definitivamente da Dio urlandogli contro: «Non serviam!». È il peccato per antonomasia contro lo Spirito Santo, quello per malizia, ossia dell’impenitenza finale come sottolinea il Catechismo, che è il rifiuto persistente e deliberato di pentirsi dei propri peccati e di convertire la propria vita alla Volontà Divina. Temo per l’anima di Bergoglio che ha già dovuto affrontare il giudizio particolare innanzi al tribunale di Dio, già incensato e santificato dal mondo ma non da Cristo, il quale potrebbe già averlo abbandonato all’inferno, laddove scoprirà suo malgrado che non è affatto vuoto.
Altro che misericordia.
Allora, che cosa siete andati a vedere nel deserto, a Roma? Un falso pastore. Un rinnegatore del proprio credo:
“Secondo fonti vaticane, nelle ultime ore della sua vita terrena, Francesco sarebbe persino arrivato a rifiutare i sacramenti arrivando anche a negare l’accesso nella sua stanza al penitenziere maggiore.
Un rifiuto che sarebbe stato opposto da parte di Francesco anche durante il ricovero ospedaliero presso il policlinico Gemelli, quando il papa versava già in gravi condizioni di salute.
Tanto era l’odio contro Dio che albergava nel cuore di quest’uomo, da arrivare persino a commettere il più blasfemo degli atti.
Nulla però può disturbare il flusso di menzogne della narrazione mediatica che in queste ore non sembra che stiano raccontando la morte del pontefice di Santa Romana Chiesa, quanto quelle di un’icona pop, condita da tutta una serie di aneddoti sulla sua passione per il calcio e le empanadas fatte dai trans.” (Fonte)
Che cosa, quindi, siete andati a vedere a Roma, nel deserto? Un criminale. Il “papa” della strage d’”amore”, ossia dei c.d. vaccini, di tanti anziani, giovani e bambini.

L’inqualificabile Bergoglio ebbe a dire in ultimo alla leader radicale Emma Bonino: “Sono vecchio, morirò. Continua tu le nostre battaglie” Quali “battaglie”? Quelle dell’infanticidio e del gender, del divorzio e dell’eutanasia, dell’inganno degli Stati Uniti d’Europa e dell’invasione degli immigrati clandestini. Cos’altro potrebbe servire ancora per certificare che Bergoglio era un inviato speciale della potenza d’inganno della Massoneria mondiale, ossia una quinta colonna mandata per distruggere la Chiesa di Roma dall’interno?
Interessante coincidenza. Non appena arriva il vice di Trump dagli Stati Uniti, D.J. Vance, esce di scena capitolando giù dal Vaticano il “papa” venuto dalla fine del mondo.
Avevano bisogno di uno così per far quadrare i conti andati a male. Del prossimo pontefice non sappiamo nulla al momento, non conosciamo gli esiti del conclave o meglio lo intuiamo, tuttavia questo pontificato è finito, finalmente.
Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Le lacrime dei coccodrilli, della Massoneria mondiale, von der Leyen e Macron, Mattarella e Bonino, Meloni e il neo comunismo della sinistra progressista.
Ecco il punto. Chi piange per la “perdita” di Bergoglio? I veri cattolici non lo stanno piangendo. Lo piangono piuttosto i filantropi mondialisti di Davos come Klaus Schwab, G. Soros, B. Gates, gli abortisti e gli atei LGBTQ+. I vari comunisti e trafficanti di esseri umani che hanno riversato sulle coste dell’Italia centinaia di migliaia di immigrati pericolosi.
Ora tuttavia sanno che è finita.
Che cosa, dunque, siete andati a vedere nel deserto, a Roma? I funerali di un Padre Santo forse? No. Di un impostore. Forse la fine della parabola del Concilio Ecumenico Vaticano II, iniziata con le elezioni bluff di Roncalli e Montini sotto l’egida della Massoneria ecclesiastica che ha subodorato il momento storico da cavalcare per promuovere esattamente i pontefici che voleva e dislocando le proprie sentinelle o gatekeeper dove voleva (vedasi padre Stefano Maria Manelli).
Il primo pensiero che mi è balenato leggendo la notizia della sua morte è stato: finalmente, il povero Padre Pio viene liberato dal gozzo inzavorrato di Bergoglio dopo essere stato trascinato e coinvolto in un pontificato “sporco”che non ha avuto nulla di cattolico, nulla da spartire con la sua immagine santa.
Non si tratta di seminar odio come alcuni ciarlatani vogliono far credere ma di dare testimonianza alla verità.
Il flusso della narrazione è una piena di menzogne, in vita come in morte per Bergoglio.
Che cosa infine siete andati a vedere nel deserto, a Roma? La sede dell’Anticristo. Il profeta dei trans e dei dis-graziati, ossia dei rinnegatori del proprio credo. Di coloro che hanno perso la grazia santificante dei sacramenti, poiché hanno continuato a menar una vita “sporca” nel peccato che lui benediva.
Ecco i “poveri” di Bergoglio, di un pastore teologicamente scarso, molto ignorante e per nulla elegante, così com’è tutto il suo popolo, che si vantava di “pascere” gli “ultimi”, ovvero coloro che nulla hanno a che spartire con i benedetti del poverello d’Assisi, vissuti in grazia di Dio. La storia tuttavia lo ha già condannato mettendoci sopra una croce pesante, sopra uno pseudo pontificato governato dalla peggiore espressione dell’antica Libera Muratoria in spregio a N.S. Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, alla Fede cattolica.
Preghiamo affinché durante il prossimo conclave sia solo lo Spirito Santo a promuovere un’elezione valida e a concederci un santo Pontefice secondo il suo cuore divino. Per ricostruire una Chiesa in macerie lasciataci dagli impostori.

«Come nella Chiesa sta adombrato tutto il Cielo»
Questa mattina Gesù faceva molta compassione; era tanto afflitto e sofferente, che io non ardivo di fargli nessuna domanda. Ci guardavamo in silenzio, di tanto in tanto mi dava un bacio ed io a Lui; e così ha seguitato parecchie volte a farsi vedere. L’ultima volta mi ha fatto vedere la Chiesa, dicendomi queste precise parole:
“Nella mia Chiesa sta adombrato tutto il Cielo. Siccome nel Cielo uno è il Capo, che è Dio e molti sono i Santi, di diverse condizioni, ordini e meriti, così nella mia Chiesa, adombrando tutto Cielo, uno è il capo, qual’è il Papa – e fin nel triregno che circonda il suo proprio capo viene adombrata la Trinità Sacrosanta – e molte sono le membra che da questo capo dipendono, cioè diverse dignità, diversi ordini, superiori ed inferiori, dal più piccolo fino al più grande; tutti servono ad abbellire la mia Chiesa ed ognuno, secondo il suo grado [e] all’ufficio a lui compartito, coll’esatto adempimento delle virtù viene a dare di sé, nella mia Chiesa, uno splendore odorosissimo, in modo che la terra ed il Cielo restano profumati ed illuminati e le genti restano tanto attirate da questa luce e da questo profumo, che riesce quasi impossibile non arrendersi alla verità. Lascio considerare a te, poi, quelle membra infette che invece di rendere luce danno tenebre, quanto strazio fanno nella mia Chiesa!”
Mentre Gesù così mi diceva, ho visto il confessore vicino a Lui. Gesù col suo sguardo penetrante, fisso lo guardava; poi, rivolto a me mi ha detto:
“Voglio che [tu] abbia tutta la piena fiducia col confessore, anche nelle minime cose, tanto che tra Me e lui non ci devi avere differenza alcuna; ché a misura della tua fiducia e della fede che presterai alle sue parole, così Io vi concorrerò”.
Nell’atto che Gesù diceva queste parole, mi ricordai di certe tentazioni del demonio che avevano prodotto in me qualche poco di sfiducia; ma Gesù col suo occhio vigilante, subito mi ha ripreso e nell’atto stesso mi sono sentita togliere da dentro il mio interno quella sfiducia. Sia sempre benedetto il Signore, che ha tanta cura di quest’anima, così miserabile e peccatrice!
[Luisa Piccarreta, Libro di Cielo, II Vol. 2 Maggio 1899]



Un commento
Luca
Ho capito che non era il papa quando ha detto:”Chi sono io per giudicare ?”